Chi sono
Sono Katia. Katia Demyanova. E faccio la pittura, già da più di 30 anni.
Nell'ambito dell'espressività artistica ci sono temi chi occupano da sempre un posto rilevante — per me sono i confini. Il confine tra il sonno e il reale, tra luce e ombra, tra il figurativo e l'astratto. E questo è più importante. Sui miei dipinti voi vedete gli alberi, le case, il mare e il cielo, anche le persone a volte. Ma è inutlile di cercare di calcolare le tegole sui tetti o le olive nel giardino — il dettaglio non esiste già.
Ho una serie dei dipinti — “Gli oggetti che spariscono”, gli oggetti sono ancora là, ancora presenti, anche riconoscibili, ma per quanto tempo ancora. Chi sa — questo per me è un confine tra il concreto e l'astratto. La posizione il più vulnerabile e il più interessante.
Perciò la pittura per me è come un ponte, un ponte, dove tu cammini con le tue impressioni che devi trasformare chi sa come. E forse anche questo è la metafora della vita stessa, ma questo e troppo triste.
E se parlare delle cose concrete: 10 anni di studi nell'atelier dell'avanguardista russo Yuri Zlotnikov, poi qualche anno di studi da un altro grande artista russo Aleksei Kamenski e negli anni '90 — Ecole des Beaux Arts de la ville de Paris.
Ora, dopo tanti anni di interminabili viaggi con mio marito tra Italia e Russia, purtroppo con molti confini tra questi paesi, abbiamo scelto Italia e abbiamo trasferito a Lanciano, una città miracolosa.